PATATE Biorama: una grande fatica, ma in cambio un prodotto sano e sicuro

Nel campo delle patate sono tornati i cinghiali per la seconda volta e così ci siamo decisi ad organizzare una giornata intera per raccogliere i frutti del nostro lavoro.
Siamo soddisfatti perchè c’è stato un buon raccolto: patate sane in discreta quantità per la gioia e la salute dei nostri amici consumatori.

Si comincia presto al mattino….

 Stefano, fratello di Andrea, è venuto ad aiutare

Andrea sul vecchio trattore Fiat

patate rosse

patate gialle

ancora grazie a StefanoGiuseppe, un prezioso aiuto per Biorama

Lo sapete che le patate che normalmente si trovano in commercio (coltivate quindi col metodo “convenzionale”) rischiano di essere un prodotto molto aggredito da fattori inquinanti?
Infatti, la coltivazione industriale di questo tubero comporta trattamenti chimici pesantissimi: vengono utilizzate sostanze geodisinfestanti per eliminare dal terreno la presenza di animali che ne comprometterebbero l’integrità (topi arvicole, elateridi ed altri), si svolgono trattamenti con irrorazione di prodotti antiparassitari per combattere l’aggressione della dorifora alla parte vegetativa , il diserbante viene utilizzato una prima volta dopo la semina per controllare le erbacce ed una seconda volta a ridosso della raccolta per denudare il terreno liberandolo da intralci per il funzionamento delle macchine raccoglitrici.
La patata cresce sottoterra, ma a pochi centimetri dalla superficie: immaginatevi quanti agenti chimici pericolosi per la nostra salute la possono raggiungere a seguito delle precipitazioni piovose.
Da Biorama niente di tutto questo: si anticipa il più possibile la semina per far germogliare la patata prima delle erbacce, viene utilizzato l’erpice a molle una prima volta tra le file ed una seconda, dopo una ventina di giorni, applicando l’assolcatore per rincalzare le piante, l’opera viene ultimata a mano con la zappa.
Per quanto riguarda la dorifora? L’insetto parassita,un vero flagello, viene raccolto ancora a mano, anche se in commercio esistono prodotti antiparassitari consentiti in agricoltura biologica; per questo motivo Biorama non semina mai più di tre/quattro quintali di seme, altrimenti sarebbe impossibile controllare l’insetto.

E per questo le nostre patate sono apprezzatissime dai clienti: sanno di poter contare su un prodotto di nicchia, sicuro, sano e buono: BIOrama, patate con passione!

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CINGHIALI, anche loro scelgono… Biorama!

Nella nostra zona da un po’ di tempo si susseguono segnalazioni sulla presenza dei cinghiali: avvistamenti in diverse località, qualche appezzamento di terreno rovistato dai loro zoccoli e dal grugno, fotografie che li ritraggono durante gli spostamenti.
Nelle vicinanze dei campi di coltivazione di Biorama avevamo sinora notato alcune tracce della loro presenza nel profondo del bosco tra noi e la Lomazzo-Bizzarone, ma nulla di più.
Con grande sorpresa l’altro giorno, nel verificare lo stato di un campo di nostre patate – situato ad una cinquantina di metri dalla recinzione e circondato dal bosco folto- da raccogliere nel corso della prossima settimana, siamo incappati nelle conseguenze del loro passaggio.
Eccovi le immagini.

Abbiamo compreso che il cinghiale non mangia le patate, forse consapevole che i tuberi sono nocivi da crudi, ma rovistando nel terreno alla ricerca di cibo le scopre esponendole alla luce del sole e alla conseguente compromissione (la patata vira sul verde e può diventare tossica).
Bene, correremo a raccogliere le nostre patate, consapevoli però che Biorama dovrà riflettere su cosa seminare, o trapiantare, in terreni esposti alle scorrerie dei cinghiali.

NON SOLO PIOGGIA…

La pioggia tanto attesa è arrivata ponendo termine al lungo periodo siccitoso e ventoso.
Oggi, però, la natura ci ha fornito una tremenda dimostrazione di quella forza che sa anche essere violenta e devastante.
Ad aprile forse non era mai capitato, ma tra le 12.30 e le 13.30 una tempestosa grandinata ha flagellato la nostra zona infliggendo danni ingenti alle coltivazioni di BIORAMA in campo aperto: alberi da frutta (meli e prugne), mirtilli (speravamo nel primo raccolto), lattughe, cicorie, cipolle e aglio, erbette da taglio, piselli (stavano crescendo bene), fragole fuori tunnel, patate già spuntate. E per finire con gli asparagi, da pochi giorni entrati in piena produzione.

E come sovente succede dopo precipitazioni tanto violente, un paio d’ore dopo il cielo è ricomparso azzurro più che mai, quasi ad incoraggiarci nel riprendere il lavoro e a non perdere la speranza.