Vento tempestoso e gelo assassino

Il lavoro in agricoltura è già molto duro di per sè: possiamo metterci tutto l’impegno e fare del nostro meglio, faticare duramente, seguire alla perfezione le regole per una buona coltivazione, ma contro l’imprevedibilità  delle condizioni climatiche, a volte vera e propria crudeltà, ben poco, se non praticamente nulla, possiamo fare.

L’inizio di primavera ci aveva illusi con temperature ben al di sopra della media stagionale grazie alle quali abbiamo gioito per la  fioritura anticipata e vigorosa degli alberi da frutta, mentre le condizioni ottimali adatte alle coltivazioni primaverili in pieno campo ci hanno indotti a porre a dimora in quantità piantine di diverse varietà.

Ma questa settimana ci siamo dovuti ricredere: per ben tre giorni consecutivi un vento freddo, incessante e  tempestoso con raffiche violente ha letteralmente frustato la zona dei campi e, come se ciò non bastasse, all’esaurirsi del fenomeno ventoso un brusco calo della temperature ha determinato una gelata micidiale (si sono toccati i – 2°) nel corso delle due ultime notti.

Aggiungiamo a tutto ciò la carenza di piogge, quasi una vera siccità, ed il risultato è  desolante: coltivazioni, alberi e anche fiori appaiono in condizioni pietose. Vi mostriamo alcune eloquenti fotografie.

Alberi di kiwi letteralmente bruciati dal gelo

Asparagi gelati (per oltre 10 giorni non se ne raccoglieranno)

Albero di fico appassito

Germoglio di patata  bruciato

Noce compromesso

Albero di caco desolante

Le calli erano in fiore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Non raccoglieremo neppure una prugna quest’anno (i piccoli frutti erano già formati), mentre per i meli in fioritura dobbiamo attendere per capire l’entità del danno riportato.
Si sono salvati gli ortaggi sotto tunnel, ma quando questi saranno esauriti per un certo periodo mancheranno i prodotti del campo aperto: i cavoli primaverili si presentano appassiti, i piselli non sono più rigogliosi come prima, mentre lattuga, coste, catalogna e barbabietole sembrano quasi regredire.

Ma con volontà e determinazione Biorama con Andrea, con il sostegno morale di amici e clienti,  saprà riprendersi anche questa volta e già pensa alla ripartenza: settimana prossima si pianteranno pomodori, peperoni, melanzane, cetrioli, zucchine (tutte sotto tunnel), a seguire le zucche, e poi fagioli e fagiolini in campo aperto nella prima decade di maggio.

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